Caso Skripal e Turchia

Vi presentiamo le valutazioni di Can Acun presso la SETA

Caso Skripal e  Turchia

Dopo l’avvenalamento dell’ex spia russo Sergei Skripal e la figlia  Yulia in Inghilterra è salita la tensione tra paesi occidentali in particolare tra il blocco USA- Bretagna e Russia. I paesi occientali che accusano la Russia- con l’orientamento della Gran Bretagna-di  esser dietro il caso e hanno deciso di espellere i diplomatici russi nei loro paesi. In totale a margine di questa reazione dei paesi nei confronti della Russia, sono stati espulsi 140 diplomatici da diversi paesi. Intanto, da parte della Russia dietro il caso ci sarebbero  l’intelligence britannico o le forze speciali britanniche. In termine delle istituizioni, a dimostrare la  prima reazione è stata la NATO che accusa la Russia. Intanto,la Turchia, membro dell’Alleanza, ha condannato il caso di Skpiral ma non accusa direttamente la Russia e non ha deciso di espellere i diplomatici russi dal paese.

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La tensione tra paesi occidentali e Russia ci ricorda un po il periodo della guerra fredda, in realtà non possiamo parlare di una guerra fredda tra due parti. Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia, è scoppiata la crisi dell’Ucraina tra paesi occidentali e Russia, , il che ha provocato una guerra economica tra le parti. Tutti questi motivi hanno causato una tensione nelle relazioni tra due parti. Ultimamente il caso di Skprial è stata l'ultima goccia fa traboccare il vaso.  In questo scenario la Turchia segue una politica equilibrata sul tema. Turchia non appoggiando nessuna parte , pensa solo ai propri interessi. Nel caso di Skypal, la Turchia sarà  in piena  collaborazione con la NATO, ma  non espellerà mai i diplomatici russi. Per di più Turchia mantenendo i suoi interessi, ha avviato la costruızione dell’impianto nucleare di Akkuyu,  con una cerimonia della posa della prima piatra dell’impianto a cui hanno partecipato il presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo omologo russo Putin. La centrale nucleare Akkuyu comprende quattro unità di potenza e ciascuna  sarà di 1200 MW. Il costo del progetto è di circa 20 miliardi di dollari. 

Il progetto Akkuyu comprende quattro reattori con tecnologia russa conformi ai più elevati standard di sicurezza  e  il primo sarà attivo nel 2023 e produrrà il 10% del bissogno di energia della Turchia.

Intanto il progetto di Turkish Stream continua e l’oleodotto  collegherà prima la Russia e Turchia e poi si espanderà verso paesi balcanici.

Turchia vuole rafforzare la sua collaborazione non solo con la Russia ma anche con l’Ue. Per questo motivo acquista sistemi di difesa sia dalla Russia che dai alcuni paesi europei. Turchia, Francia e Italia  hanno firmato accordoper la definizione del futuro sistema di difesa aerea e missilistica a lungo raggio



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